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Ognuno e libero di esprimere il proprio pensiero ma deve saper anche rispettare il suo prossimo 😉
La parola “netiquette” deriva da “net”(rete) e “etiquette”(galateo) e indica l’insieme di regole dettate dal buon senso, dalla buona educazione e dall’intento di essere costruttivi anziché offensivi o distruttivi.
La netiquette comprende regole chiare da adottare in ogni contesto del web, come l’evitare i toni arroganti, il documentarsi e leggere le risposte date da altri prima di entrare in un contesto web, o evitare di essere talmente intolleranti da pretendere che gli altri la pensino esattamente come noi.
Altre regole si possono inferire cercando di immaginare una conversazione “reale”, ossia, chiediamoci come ci comporteremmo se si trattasse di parlare direttamente (ovvero non virtualmente) ai nostri interlocutori in rete. E’ ovvio che tutti noi vorremmo interlocutori cortesi e rispettosi, e dunque tali dobbiamo essere noi stessi.
Sembrano dettagli ovvi, ma ciò non è, dato che su Internet gironzolano individui che vorrebbero creare disturbo anche solo per divertimento, senza curarsi del danno e della perdita di tempo che possono causare. Per fortuna queste persone sono pochissime, tuttavia esse potrebbero creare disturbo se si consentisse loro di farlo.
Purtroppo queste persone intendono Internet come una sorta di “luogo spazzatura” o di “libera espressione estemporanea”.
Chi apre un blog lo fa spendendo il suo tempo e si impegna a svolgere un “lavoro” non retribuito. Credo che come minimo si abbia il diritto di scegliere le regole del proprio blog senza subire accuse, imposizioni o interferenze.
La libertà è soprattutto libertà di agire l’uno diversamente dall’altro, nel rispetto della legge e degli altri.
Alcuni lettori di forum o blog utilizzano Internet come un mezzo per sfogare rabbia e frustrazione, rafforzando lo stereotipo del cyberspazio come spazio “libero”, in cui poter dire ciò che nella vita reale non si può dire. Ciò non corrisponde a maggiore libertà, ma svela una grande frustrazione prodotta dalla cultura di massa, che reprimendo il reale pensiero e la reale sensibilità degli individui, produce rabbia e desiderio di sfogo emotivo.
Internet incoraggia tale sfogo poiché può permettere di parlare senza avere nome e volto, è tale anonimato a produrre un senso di licenziosità senza limite.
Su alcuni blog o forum questa licenziosità viene permessa, come si volesse incoraggiare uno sfogo “innocuo” in quanto privo di pericoli per il sistema. Allo stesso tempo tale deroga alle normali “buone maniere” incoraggia a rendere Internet un luogo non costruttivo o non del tutto costruttivo, poiché chiunque potrà essere insultato e deriso, senza alcun rispetto per la persona. Il rispetto è la base su cui si può fondare un dialogo o un’interazione costruttiva, e dunque, venendo a mancare, viene spazzata via ogni possibilità di dialogo costruttivo.

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